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In uno dei post precedenti abbiamo parlato dello SSL SiX Channel, la nuova channel strip di SSL per serie 500. Questa volta restiamo nello stesso ambito ma vediamo l’approccio seguito da AMS Neve.

In questo caso i progettisti non hanno seguito la strada del “tutto in uno” ma si sono adoperati per riproporre le funzionalità già presenti nei moduli Serie 80 nel formato VPR 500.

In questo post vedremo da vicino come si comportano il preamp 1073LB e il compressor-limiter 2264ALB nel tracking.

1073LB

Questo modulo è la versione per lunch-box (è da qui che deriva la sigla LB) del più famoso preamp della storia dell’audio professionale.

La versione originale include anche un equalizzatore a tre bande e, di questa, ne abbiamo parlato diffusamente in uno dei post precedenti.

Qui, per ragioni di spazio, sono presenti esclusivamente i circuiti del preamplificatore. L’equalizzatore può essere aggiunto utilizzando il modulo 1073LBEQ che, in questo post, non prendiamo in considerazione.

Il 1073LB è una versione modernizzata rispetto al modello originale. Lo switch del Gain utilizza relays per le commutazioni e sono stati utilizzati componenti SMD per risparmiare spazio.

Il suono Neve è comunque garantito dalla tipologia del circuito (che riproduce esattamente l’originale), dalla presenza dei trasformatori Marinair e del transistor finale 3055.

AMS Neve 1073LB

Sul pannello frontale la prima manopola regola il guadagno a passi di 5dB e consente di selezionare l’ingresso Line o quello Mic.

Tre interruttori a pulsante (con LED di stato) attivano, rispettivamente, l’inversione di fase, lo scambio di impedenza (da 1200Ohm a 300Ohm) e l’ingresso frontale disponibile appena sotto.

Un trim consente di regolare il livello di uscita e, attraverso la sua pressione, l’alimentazione phantom a 48V. Questa viene disattivata automaticamente quando si passa da Mic a Line per evitare problemi agli strumenti collegati in ingresso.

La presenza del segnale è segnalata da un LED verde posto in alto a sinistra sul pannello che diventa rosso quando il livello si avvicina alla saturazione.

2264ALB

Questo componente è un compressor-limiter che riprende le caratteristiche del 2264A della serie 80. Il modulo implementa quindi due funzioni.

Il limiter ha regolazioni di soglia di intervento (threshold) e release time (indicato con Recovery nel gergo Neve) e si attiva spingendo la manopola del threshold.

Il compressore è dotato di quattro controlli disposti su due manopole concentriche (come per il limiter) che sono: soglia, release time, rapporto di compressione e make-up gain.

AMS Neve 2264ALB

Il tempo di attacco può essere impostato sul valore standard (4msec) o aumentato attraverso un commutatore che inserisce un filtro sulla side-chain.

Scopo di questo switch è consentire l’utilizzo del 2264Alb anche sui bus oltre che su segnali singoli (eventualmente in stereo aggiungendo un’altra unità).

Tutti i circuiti possono essere completamente esclusi attraverso uno switch di bypass che connette direttamente l’ingresso con l’uscita evitando ogni tipo di elaborazione.

Un LED verde/rosso segnala la presenza e l’intensità del segnale e una striscia di LED posta sulla parte superiore del pannello indica il livello di gain reduction con una buona precisione.

Il 2264ALB, come l’originale, ha tre trasformatori e questo contribuisce in maniera considerevole al suono dell’unità che è Neve senza compromessi.

Il suono della coppia

I due moduli, insieme, costituiscono un ottimo front end per registrare qualsiasi tipo di segnale.

Il preamplificatore fornisce tutte le funzionalità a cui AMS Neve ci ha abituati con un suono che ha certamente il pedigree Neve con una punta di modernità che, forse, si può riscontrare in una maggiore chiarezza rispetto al modello originale.

Rimane tutta la compattezza in basso con la solita capacità di portare le medie in avanti.

In origine i processori di dinamica (categoria di cui fanno parte il limiter e il compressore) erano stati pensati per ridurre le esuberanze dei segnali e rendere tutto più controllabile in modo da evitare gli effetti nefasti dei picchi.

Questi effetti erano moderatamente gestibili in banda audio (dove la saturazione analogica ha effetti anche positivi) ma pericolosi per il broadcast specialmente quando questo voleva dire quasi solo radio FM.

Solo successivamente si è pensato di utilizzarli in modo creativo e, da questo punto di vista, il nostro compressor-limiter non è secondo a nessuno.

Le funzioni di controllo della dinamica sono svolte egregiamente dal 2264ALB che può passare da una riduzione minima della con il compressore regolato opportunamente ad una efficace soppressione dei picchi grazie al limiter e al suo tempo di attacco che ci pare particolarmente azzeccato sia per i segnali percussivi che per transienti meno pronunciati.

L’accoppiata garantisce grande qualità nel controllo e un timbro che può avere tutta la cremosità senza perdita di dettaglio che ci si aspetta dai componenti analogici di qualità.

Non ci sono strumenti musicali che non possano trarre beneficio dal passaggio attraverso questa catena. La quantità di distorsione armonica si può controllare sia con i livelli del preamp che con le regolazioni del compressor-limiter e i risultati sono sempre eufonici ed estremamente musicali. Consigliato sempre a meno che non si cerchi la pulizia estrema e un suono HiFi.

PS un po’ di teoria sul funzionamento di preamp e compressori la puoi trovare qui.

Sono un ingegnere elettronico con la passione per la musica ed il suono. Mi sono avvicinato alla musica da autodidatta (salvo una breve parentesi alla University of the Blues di Dallas) e ho suonato nei peggiori locali italiani (con casuali puntate all'estero). Ho costruito la mia prima radio FM appena finita la terza media. Ho continuato con amplificatori a valvole e transistor fino ad arrivare alla produzione di circuiti integrati. Collaboro da anni con varie riviste (cartacee e web) di musica nelle quali mi occupo di recensioni di strumenti musicali e sistemi per l'elaborazione del suono. Trovate le mie pubblicazioni su Accordo (accordo.it), la rivista Chitarre (dal 2010 al 2015) e su Audio Central Magazine (audiocentralmagazine.com). Produco musica da un po' nello NTFC Studio che serve sostanzialmente per le produzioni di NTFC Band.