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Proseguiamo la chiacchierata con Georges Pascal Marchese che abbiamo cominciato a raccontarvi con l’articolo precedente. In questo dedichiamo la nostra attenzione agli aspetti tecnici della musica per video.

G.P. Marchese alla batteria – nella musica per video essere polistrumentisti aiuta

Strumenti musicali e software

Generalmente faccio tutto da solo, sono abbastanza indipendente. Mi avvalgo di software in grado di simulare vari strumenti. Non sono un esecutore eccezionale ma in qualche modo mi sono dovuto arrangiare. Poche persone sono disposte a perdere il loro tempo a spiegarti come si fa la musica per video. Io non ho avuto la fortuna di incontrarne.

Rimango comunque fedele ai software di campionamento. Quando non esistevano (parliamo degli anni ’90) ricordo le library CD e i campionatori hardware (avevo un emu-e6400), anche il piccolo banco mixer digitale era hardware.

Scelta di sonorità nella musica per video

Tecnicamente preferisco partire da un template. Per realizzarlo esistono vari metodi. Un tempo, quando possedevo un solo PC, mi avvalevo di un prodotto che si chiama Bidule, ho realizzato un video nel quale spiego, passo dopo passo, come creare un template con questo software. Ora che ho diversi PC utilizzo Vienna Ensemble, che è in grado di mettere in rete diverse macchine ed utilizzarle insieme come se fossero una sola. In questo modo posso usare vari PC (anche vecchi) come se fossero dei server contenenti vari suoni. Per il template è necessario avere a disposizione tantissima RAM e tantissimi Hard Disk possibilmente SSD. Ecco perché ho scelto questa soluzione con Vienna Ensemble. Racchiudo tutti i campionamenti (gli strumenti virtuali, per intenderci) in questo gestore.

Una volta preparato il template con tutti i suoni possibili è la volta del routing al mixer, sempre software, per la gestione delle uscite di output (grouping dei canali, eventuali insert, canali FX, ecc…), una volta fatto questo mi dedico al bilanciamento tra i vari strumenti, livelli generali delle sezioni tra le famiglie di strumenti (legni, ottoni, archi, percussioni, ecc…) e al panning, se necessario. Per fare tutto questo generalmente impiego una giornata intera. Ecco perché tendo ad utilizzare e ad allargare sempre lo stesso template.

È importante scegliere, dove possibile, un unico punto di gestione sia per i livelli, sia per i pan, sia per gli insert. Con template di grandi dimensioni ci si può perdere faclmente e passare ore intere per capire come mai ci sia un problema su un canale. Se si sceglie un unico punto di gestione ci si semplifica la vita. Finalmente ci si può dedicare alla parte creativa.

Approccio tecnico alla registrazione, mix, mastering nella musica per video

Utilizzo un software che permette la registrazione MIDI. Ho scelto Cubase ma in giro ce ne sono moltissimi tutti adatti alle varie esigenze.
Lavorando molto con le orchestre vituali cerco di ridurre il mix al minimo. Cerco di utilizzare la dinamica dello strumento piuttosto che manipolare i livelli del mixer, così come preferisco, dove possibile, evitare le automazioni. Un pizzicato di 14 violini ha un suo livello di volume all’interno dell’orchestra rispetto a un “tutti”. Manipolarlo col mixer sarebbe poco realistico. Avete mai sentito un gruppo di flauti che suona allo stesso livello decibel di un gruppo di ottoni o di percussioni?

Tutto questo lavoro vale ovviamente solo per le la musica orchestrale. Con questa tipologia di strumentazione cerco di toccare il meno possibile i livelli del mixer e lavorare più sui controller della velocity e sui CCs (controller continui). Nel rock è ovviamente tutto diverso, dove un buon missaggio è sempre necessario, anzi fondamentale.


La registrazione di strumenti veri con microfoni prevede un intero fascicolo a parte, e soprattutto una competenza che non ho. Ho avuto qualche piccola esperienza a tal proposito da cui ho imparato molte cose importanti.
Anche nel mix come nel mastering, non avendo grandi competenze, mi limito ad utilizzare preset già impostati.

Gestione rapporti con i clienti

Preferisco dedicarmi ai lavori per i quali mi sento più portato. A volte scelgo, quando le richieste si sovrappongono, sulla base del coinvolgimento emotivo. Mi piace la scienza informatica che c’è dietro ai software delle orchestre virtuali.

Cerco di mantenere un’offerta competitiva e ridurre i costi di produzione. Ci sono tanti fattori che possono incidere su questi. Se si ha la possibilità di lavorare da soli senza avvalersi di altre persone, se si ha un proprio studio nel quale registrare, se il lavoro commissionato consiste nella intera composizione e produzione, se questa è a proprio carico o se si necessita solo di una partitura su carta.

Personalmente sto lavorando con medie produzioni e mi considero un solitario, nel senso che faccio tutto da solo, sia per possibilità che per competenze. Occasionalmente collaboro con altri compositori. Con uno di questi ho un sodalizio artistico che dura da 25 anni (Giammarco Mondi). Giammarco è anche un formidabile chitarrista e questo mi aiuta molto nel completare le sonorità richieste nella musica per video

Per concludere

Al contrario di come sono nella vita, sul lavoro mi considero un pignolo, cerco di mantenere sempre un certo ordine. La musica in generale e la musica per video in particolare, hanno bisogno di molta attenzione al dettaglio. Può essere sempre necessario dover riaprire vecchi progetti che si consideravano conclusi.

Cerco comunque di contrastare la mia pignoleria rubatempo con un vecchio proverbio in voga tra i tecnici del settore:
Non esiste un missaggio finito, esiste solo un missaggio abbandonato.

A un certo punto devi smettere e passare ad altro. Penso che in un certo modo valga per tutte le arti creative.

Chiudiamo l’articolo ringraziando Pascal e inserendo il link alla colonna sonora del film East End (realizzata, tra gli altri, da G.P. Marchese) disponibile su Spotify.

La locandina di East End
Sono un ingegnere elettronico con la passione per la musica ed il suono. Mi sono avvicinato alla musica da autodidatta (salvo una breve parentesi alla University of the Blues di Dallas) e ho suonato nei peggiori locali italiani (con casuali puntate all'estero). Ho costruito la mia prima radio FM appena finita la terza media. Ho continuato con amplificatori a valvole e transistor fino ad arrivare alla produzione di circuiti integrati. Collaboro da anni con varie riviste (cartacee e web) di musica nelle quali mi occupo di recensioni di strumenti musicali e sistemi per l'elaborazione del suono. Trovate le mie pubblicazioni su Accordo (accordo.it), la rivista Chitarre (dal 2010 al 2015) e su Audio Central Magazine (audiocentralmagazine.com). Produco musica da un po' nello NTFC Studio che serve sostanzialmente per le produzioni di NTFC Band.